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CONSUMO CRITICO DELLE SOSTANZE PSICOTROPE
 

Cos’è

In un momento storico in cui la stampa, i media e l’opinione pubblica affrontano ripetutamente e, a volte, in modo confuso o poco esatto, il tema dell’uso (o abuso) di droghe e sostanze psicotrope, esprimendo giudizi e considerazioni senza dare informazioni appropriate a chi lo vive in prima persona o ha a che fare con esso, nasce il progetto “Consumo Critico delle Sostanze Psicotrope” che mira alla prevenzione e all’informazione relativa a questo diffuso fenomeno, tendendo così alla riduzione del danno da esso prodotto.

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Quando è nato

Il progetto “consumo critico delle sostanze psicotrope” è nato quando un gruppo di persone che lavorano (o sono sensibili) nel campo del disagio sociale in generale e con le tossicodipendenze in particolare si sono incontrate per discutere sulle strategie da adottare per la diffusione delle informazioni relative a i rischi e agli effetti delle sostanze psicotrope più comunemente usate.

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Perché è nato (…e che fa)

L’uso non consapevole di sostanze provoca la costruzione di miti relativi alle sostanze e aumenta il rischio di danni fisici e psichici agli assuntori.
La mancata informazione fa sì che, chi non fa uso di sostanze e si trova ad entrare in contatto con le droghe, faccia affidamento nella scelta solo alle conoscenze maturate in contesti informali e non necessariamente informati (si pensi al fatto che pochissimi assuntori di alcool sanno che è una sostanza che disidrata, o che molti assuntori di cannabis non sappiano che provoca l’aumento dell’ansia e può portare ad attacchi di panico…). Grazie alla nostra esperienza abbiamo potuto constatare che, a livello di prevenzione e informazione, le strategie di diffusione scritta di informazioni cartacee spesso non risulta efficace. Il compito che ci prefiggiamo è quello di aumentare fra le persone (e soprattutto tra i giovani) la consapevolezza sulle sostanze, per permettere a ciascuno di sapere cosa succede a livello fisico e psichico con l’utilizzo di tali sostanze e per accrescere la disponibilità delle persone a riconoscere i rischi dell’uso.
Non si vuole esprimere un giudizio sulla scelta di usare o meno le sostanze, ma si vuole favorire la diffusione dell’accesso alle informazioni sulle sostanze: produrre consapevolezza per permettere alle persone di emanciparsi rispetto all’ignoranza.
Riteniamo infatti poco funzionale inserire nel progetto note di giudizio e di lotta alla droga, per evitare di inibire chi ne fa uso, ma preferiamo informare e fare in modo che chi usa sostanze cominci a farsi meno male possibile: le strategie di intervento finalizzate all’astensione potranno agganciarsi nel momento in cui l’uso “inconsapevole” diventa “consapevole” e riconosce il rischio che produce l’assunzione di sostanze. Il nostro obiettivo è quello di diffondere, utilizzando un mezzo di diffusione che si avvicini agli spazi di disponibilità di ascolto delle persone (le magliette), un messaggio con una connotazione “neutra”, per permettere alla persona di non sentirsi “giudicata” nella comunicazione dell’informazione.

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Indossare l’informazione

Il progetto distribuisce informazioni su nome, descrizione, modalità d’uso, effetti fisici e psichici e rischi di diverse sostanze psicotrope (in particolare in questa prima fase di lancio sono state prese in considerazione: eroina, cocaina, cannabis, ecstasy o mdma, alcool e ketamina). Come supporto per la comunicazione delle informazioni si è scelto di utilizzare la t-shirt: ogni sostanza è associata a un preciso colore della maglietta o ad un preciso colore dei caratteri di stampa, per rendere più riconoscibile e caratterizzato il singolo prodotto. Nella stesura dei testi si è cercato di costruire una sorta di “posologia farmaceutica”, che riportasse il più possibile informazioni neutrali, esatte e complete anche se estremamente sintetiche con l’obiettivo di raggiungere sia le persone che non consumano che quelle che consumano (a tutti i livelli, dallo sporadico alla dipendenza). L’importanza di un testo scritto indossato è notevole:
  • Per il suo ruolo di testimonianza continua e silenziosa (nel momento in cui si indossa).
  • Perché ogni indossatore diventa un promotore della campagna di informazione con il minimo sforzo (basta indossarla).
  • Per la sua scarsa invasività (non c’è un informatore che trasmette il messaggio ma un testo scritto che può essere letto o meno).
  • Per la facilità di distribuzione.
  • Per la scelta estetica.
  • Perché è accattivante La proposta si fonda su una visione di intervento che leghi l’informazione e la prevenzione alle strategie di riduzione del danno derivato dall’uso di sostanze psicotrope (per questo è stato necessario emancipare le informazioni dal giudizio sul consumo delle sostanze).
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Descrizione logo

Il timbro è costituito da due cerchi concentrici, fra i due cerchi c'è la scritta (circolare) "CONSUMOCRITICOCONSUMOCRITICO", all'interno del cerchio più piccolo c'è una figura stilizzata di zanzara con una lunga coda finisce come quella di un diavolo.
  • Zanzara
    • è un insetto che sa consumare in modo critico (sceglie la “vittima”)
    • è un insetto che fa un consumo critico, cioè di qualcosa di estremo: il sangue
    • è la zanzara ha una coda da diavolo in contrapposizione alle ali (angelo) per rimarcare il doppio effetto delle sostanze psicotrope: positivo o di risposta a un bisogno del consumatore (altrimenti non verrebbero utilizzate) e negativo o collaterale (come d’altra parte ha ogni farmaco)

  • Timbro
    • si vuole vidimare/marchiare la consapevolezza nell’uso delle sostanze
    • si vuole sottolineare l’importanza (il timbro attribuisce significato) di un fenomeno diffuso e spesso acritico come l’uso di sostanze.

  • Scritta circolare e senza spazi: critico consumo (nel senso di consumo rischioso e incosciente) o consumo critico (nel significato di rischioso ma consapevole).
Il progetto di informazione, prevenzione e riduzione del danno si muove su quattro diversi piani:
  1. Vendita delle magliette con la descrizione delle sostanze, all’interno di locali, librerie caffè e negozi o durante manifestazioni ed eventi
  2. Distribuzione di sottobicchieri nei locali con informazioni sull’alcool
  3. Distribuzione di alcune magliette ai PR o ai trend makers delle principali discoteche o locali
  4. Distribuzione delle magliette da far indossare a personaggi dello spettacolo e dello sport
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